Ricordi di un altro secolo

Stiamo parlando degli anni prima della seconda guerra mondiale, la nonna racconta che quando era bambina anche a gennaio andava a scuola ogni giorno a piedi, non c’erano altri mezzi se non qualche bicicletta destinata ai casi urgenti o ai viaggi molto lunghi. Partiva che ancora era buio e si inoltrava per oltre 3 km in mezzo alla neve che molte volte la superava in altezza. Ricorda che due buoi trainavano una piccola pala per cercare di aprire un varco sulla strada che ovviamente era senza asfalto, possiamo solo immaginare come si poteva camminare poco agevolmente; ma lei passeggiava senza pensieri accompagnata dai suoi coetanei e vicini di casa, ridevano e scherzavano durante tutto il tragitto e non si curavano del freddo né della lunga strada; arrivando a scuola cambiavano le scarpe perchè ormai erano inzuppate e restavano in compagnia di un’ unica maestra per tutto il giorno, e anche per tutto l’anno scolastico. Le scuole iniziavano ad ottobre, ed erano un impegno non indifferente per tutti quei bambini che abitavano in campagna e molte volte tornando a casa dovevano ancora occuparsi di piccoli lavori, quali ad esempio badare al bestiame, o portare al pascolo le greggi. Si imparava a leggere, scrivere e fare di conto, qualche nozione di storia (impregnata di fascismo in quel periodo), qualcosa di geografia e poco altro: ma era comunque un passo avanti in quanto la generazione precedente sapeva a volte scrivere soltanto il proprio nome. Le distanze percorse erano ovviamente quelle più brevi, e quando si sentiva parlare di luoghi quali ad esempio Torino o Genova sembravano davvero irraggiungibili. Soltanto il medico del paese riuscì con il tempo ad avere una macchina, che utilizzava solamente per raggiungere i pazienti. Sembrano tempi così lontani da noi, eppure sono passati circa 100 anni, e tutto è completamente cambiato…

 

2018-04-17T07:52:41+00:00

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